Le
immagini provenienti dai satelliti forniscono numerose informazioni sui sistemi
nuvolosi.
Le nubi molto spesse e dense come le nuvole cumuliformi e temporalesche
riflettono verso lo spazio la maggior parte dell'energia solare incidente e
nelle immagini riprese dal satellite nel visibile appaiono bianche brillanti con
contorni ben definiti. Sistemi nuvolosi poco spessi come i cirri, altostrati o
strati hanno un basso potere riflettente e nelle immagini riprese nel visibile
hanno un aspetto di colore grigio chiaro senza caratteristiche ben definite.
Nubi con un spessore inferiore ai 50 metri non riflettono la luce e dal
satellite non sono visibili. La nebbia invece, nel visibile, appare grigio
chiaro ma a differenza dei sistemi nuvolosi poco spessi, presenta contorni ben
netti. I satelliti che riprendono immagini nel visibile poiché riescono a
catturare solo la luce riflessa, sono utili solo durante il giorno; inoltre
consentono di distinguere anche gli oceani, i mari ed i laghi che riflettono
pochissima luce e che appaiono scuri ed i boschi che riflettono più luce e che
appaiono più chiari.
Altre importanti informazioni si possono ricavare dalle
immagini dal satellite nell'infrarosso. Una frazione dell'energia solare che
giunge sulla terra viene rimessa sotto forma di radiazione elettromagnetica
nell'infrarosso. L' energia nell'infrarosso dipende dalla temperatura: più il
corpo in questione ha una temperatura maggiore e maggiore sarà l'energia
infrarossa emessa.
Le nubi alte come i cirri e le estremità superiori dei cumuli che sono molto
fredde emettono poca energia e nell'immagini nell'
infrarosso
appaiono più brillanti rispetto alle nubi che si trovano negli strati inferiori.
Poiché cirri e nubi cumuliformi hanno aspetto molto simile risulta
particolarmente difficile distinguerli specie in presenza di nuvole cumuliformi
molto estese.
Sistemi nuvolosi bassi come gli strati, stratocumuli che sono più caldi rispetto
alle nubi più alte, nell'infrarosso hanno un aspetto grigio. In presenza di nubi
molto basse o di nebbie il satellite infrarosso non riesce a distinguerle dal
terreno che presenta la stessa temperatura. Con il cielo sereno nell'infrarosso
la terra assume sfumature di grigio con il variare della temperatura. Di notte
gli oceani che sono più caldi rispetto alla terra appaiono più scuri, viceversa
i deserti che si raffreddano più velocemente delle zone circostanti, appaiono
più chiari. I satelliti che lavorano nell'infrarosso a differenza dei satelliti
che acquisiscono immagini nel visibile sono utili anche di notte.
I satelliti del vapore acqueo riescono a rilevare la
frazione di energia infrarossa emessa dalla terra non assorbita dalle nuvole.
Maggiore è il contenuto di vapore acqueo, maggiore sarà l'energia infrarossa
assorbita e più chiara apparirà il corpo nuvoloso.
Le immagini satellitari consentono di prevedere l'evoluzione della nuvolosità
nell'arco delle 10 ore successive estrapolando il movimento delle nubi
attraverso una sequenza ordinata di immagini. Occorre però che il suolo sia
omogeneo e privo di ostacoli orografici.
Dal confronto diretto delle immagini simili prese nel visibile e nell'infrarosso
è possibile determinare il tipo di corpo nuvoloso, informazione assai utile ai
fini di una previsione meteorologica.
Dai satellite meteo è possibile inoltre rilevare la presenza di irruzioni di
masse d'arida fredde verso le latitudini più basse. In questo caso potremo
notare oltre al normale ammasso compatto di nuvole (fronte freddo) la tipica
struttura a scacchiera che segue il fronte determinata dai cluster
temporaleschi.